BASILICA DI SANT'AMBROGIO
Fu fondata nel 379 da Sant’Ambrogio stesso, protettore di Milano, come “Basilica Martyrum” (basilica dei martiri), poiché ospitava le spoglie dei Santi Gervasio e Protasio. Lo stesso Vescovo vi fu sepolto alla sua morte, il giorno di Pasqua del 397. I ritocchi sull’assetto originario della chiesa si sono ripetuti nel corso dei secoli, modificandone l’aspetto iniziale di severo edificio a tre navate: un nuovo presbiterio ed una nuova abside seguono la costruzione di un secondo campanile entro il X secolo. Nel 1126 un grosso crollo obbliga a pesanti interventi e adattamenti che si protraggono nei secoli successivi, fino all’opera di “restaurazione” ottocentesca che, nel tentativo di riportarla all’aspetto antecedente al crollo de 1196, incide notevolmente sull’immagine definitiva della basilica.
Entrando nell’atrio quadriportico antistante la basilica vera e propria, si offre al visitatore una delle immagini più classiche dell’iconografia cittadina: il disegno a capanna della facciata appare incastonato fra i portici dell’atrio in basso e lo svettare dei due campanili in alto. Nonostante si parli della basilica come di uno degli esempi classici di romanico duecentesco, pesano gli interventi edilizi e di spoliazione dell’ottocento, pur eseguiti nel rispetto della planimetria e delle proporzioni medievali. All’interno la basilica custodisce veri e propri tesori: fra tutti il pergamo nella terza campata della navata centrale, il ciborio al centro del presbiterio, l’arca in argento contenente le spoglie dei martiri e del santo milanese ed infine il sacello di S. Vittore in Ciel d’Oro. Nel cortile della canonica sorge inoltre il piccolo Oratorio di San Sigismondo, il martire Cristiano che vi fu sepolto insieme a S. Desiderio.